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Nella giornata di giovedì 13 maggio gli alunni della 2D Nobel hanno assistito ad una lezione diversa dal solito.

Ecco il resoconto di un’alunna.
“Abbiamo utilizzato la piattaforma google meet per svolgere un’attività in forma di gioco di ruolo sulla rivolta a Napoli del 1848. L’attività era interdisciplinare e riguardava l’educazione civica, storia, inglese, religione e alternativa.

Un professore in collegamento proprio dalla capitale campana ci ha fatto vedere luoghi e personaggi del tempo, spiegandoci quello che accadde durante i moti rivoluzionari.

Abbiamo visto innanzi tutto un “Caffè”, cioè una specie di bar di quell’epoca. Nei caffè ci si andava per scambiarsi informazioni e per leggere i giornali. Noi abbiamo scelto di leggere una pagina dell’Arlecchino, un giornale che faceva satira politica.
Usciti dal caffè siamo andati al Teatro San Carlo, un luogo dove ci si poteva rilassare, ma non si era completamente liberi nel manifestare i propri giudizi. Infatti si doveva osservare il re, vedere come si comportava e adeguarsi alla sua opinione sullo spettacolo che era andato in scena. Se invece il re non era a teatro bisognava preoccuparsi, perché significava che era nel suo palazzo per questioni importanti.
Abbiamo conosciuto anche personaggi del tempo: Luigi La Vista, un liberale rivoluzionario, Luigi Settembrini, un liberale moderato.
Per comprendere i fatti di quell’epoca abbiamo osservato, su una parete della Chiesa di di Sant’Anna, un manifesto in cui si informava la popolazione di un compromesso tra il re e il Parlamento: è questo infatti il motivo principale che scatenò la rivolta nella città di Napoli. Non si riusciva a trovare un accordo politico con il re. Bastarono alcuni colpi di fucile e iniziò la rivolta. I napoletani costruirono le barricate e iniziarono a sparare. Il re Ferdinando fece issare la bandiera rossa: l’esercito poteva sparare sulla folla.
Intervennero anche i soldati svizzeri, fu un massacro. Anche per questo Ferdinando II di Borbone fu soprannominato “re Bomba”. I rivoltosi furono arrestati.
Il professore ci ha coinvolto chiedendoci di immedesimarci in alcuni personaggi e questo è stato utile per capire la mentalità dell’epoca”.

L’attività sperimentale e innovativa è stata concordata dai docenti Antonella Donzella, Alessandra Canovi, Daniela Ronca, Crespi Riccardo, con il coordinamento della Prof.ssa Sara Crespi.

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